“Mi chiamo Romano, sono nato a Torino”

Mi chiamo Romano, sono nato a Torino, cresciuto in Lombardia, mia madre è siciliana, ho una bisnonna sarda, un bisnonno abruzzese e non si sa come sia potuto accadere ma io mi sento un po’ napoletano e considero la Puglia la mia terra.

 

Parallelamente agli studi nella mia vita ho fatto un po’ di tutto: cameriere, barista, aiuto cuoco, traslocatore, imbianchino, falegname, operaio, P.R nelle discoteche, animatore, stewart, istruttore di tiro con l’arco, modello… Ma andiamo con ordine.

Sono nato a Torino nel 1970 e abbiamo vissuto in via Filadelfia fino al 1976, anno dell’ultimo scudetto granata.
Nel 1976 ci siamo trasferiti nella capitale della verde Brianza: Cantù.

Sono cresciuto tra falegnami, basket, ed un “buon e sano” provincialismo. Ma fino a quando si è ragazzi, si sa, basta poco. Il mio rapporto con il teatro nasce intorno ai 17 anni, dopo aver visto una commedia di Feydeau nel cineteatro di Cantù. Nel cast c’era una cara amica che con mia grande sorpresa si trasformò letteralmente. Attrazione, sgomento, curiosità furono le prime sensazioni. Decisi  che volevo saperne di più. Così mi avvicinai alla compagnia del paese dove, ironia della sorte, c’era un posto vagante. Cominciai così un lungo, faticoso, tormentato ma interessantissimo percorso teatrale, fatto di dure prove e, nonostante la compagnia fosse amatoriale, regole severe. Il rigore e la disciplina erano imposti da un signor regista di nome Bernardo Malacrida, che posso dire sia stato il mio primo maestro.

Nell’estate del 1989 un amico mi chiese di sostituirlo in un villaggio turistico per un mese. Non ero mai stato in un villaggio turistico e così, senza avere idea di cosa mi aspettasse, partii. In un attimo mi trovai  catapultato su un palco ad improvvisare serate di cabaret con dei veri e propri maestri della risata. Questa esperienza, che per anni ho rinnegato, è stata fondamentale,  credo che mi abbia fornito dei tempi comici e una capacità di improvvisare che tutt’ora uso nel mio mestiere.

Appena tornato a casa cominciai a leggere testi teatrali e mi  iscrissi  ad una scuola di recitazione privata, il CTA di Milano. La frequentai per due anni, ma non mi bastava era solo due volte a settimana. La mia fame di teatro aumentava sempre più. Decisi di confrontarmi con qualcosa di veramente importante. Mi presentai alle audizioni di tre  tra le più rinomate scuole di recitazione d’Italia: la Filodrammatici di Milano, la scuola del teatro stabile di Genova e la Paolo Grassi di Milano. Con mio grande stupore mi presero tutte e tre. Mi diedero solo 48 ore per scegliere. Scelsi la Paolo Grassi, e sono tutt’ora sono felicissimo della mia scelta. Era il 1994 e per quattro lunghi e intensissimi anni mi sono chiuso nella “Civica Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi” di Milano. Proprio quella fondata da Giorgio Strehler.

Diplomatomi nel 1998, Milano sembrava non offrirmi molto dal punto di vista teatrale ed io ero stufo di girare solo spot pubblicitari (ne ho girati circa centocinquanta in giro per l’Europa). Decisi di fare il grande passo e di trasferirmi a Roma.

I primi tempi sono stati traumatici, non conoscevo nessuno e sembrava che in questa grande città nessuno si accorgesse di me. Dopo i primi mesi veramente duri venni nella compagnia teatrale “la Comunità” diretta da Giancarlo Sepe, che tutt’ora considero un mio maestro. Dopo tre anni di tournée, mentre stavamo provando il nuovo spettacolo, la chiamata dalla Rai. Mi volevano come protagonista al fianco di Franco Castellano e Agnese Nano per una serie TV intitolata “Saro’ il tuo giudice”. Con la benedizione del regista lasciai le prove.

Da li ho cominciato a fare televisione: “Cuori rubati”, “Vento di ponente”, “Il maresciallo rocca”, “Tutti i sogni del mondo”, “Ho sposato un calciatore”, per anni ho girato con la TSI (Televisione Svizzera Italiana) una serie dal titolo “Affari di famiglia” un vero successo nel Canton Ticino con 50% di share. Nel 2005 sono entrato in una delle serie più amate della televisione italiana, “ Incantesimo”. Mi sono fermato per 3 anni in quella che era come una famiglia per me “la Clinica Life”. Devo ad Incantesimo 8-9-10 la fortuna di avermi fatto interpretare quello che tutt’oggi rimane uno dei personaggi che ho amato di più: Aldo Dessì, infermiere gay, poliedrico, sensibile, amante dell’arte e istrionico.

Parallelamente ho fatto anche un po’ di cinema  (ho lavorato con Ozpetek in “Cuore sacro”). Nel 2004 sono stato 3 mesi nello Yemen dove ho girato un film indipendente  inglese “A new day in old Sanaa” che ha vinto il premio Best Arabic movie al Cairo Film Festival 2005!

E poi ancora tante serie Tv come Don Matteo, Medico in famiglia, I Cesaroni, Distretto di polizia, Provaci ancora prof , Rosso san Valentino, tutta la musica del cuore (vi rimando alla pagina del curriculum, lì  troverete tutto elencato per anno). Nel 2006 ero “don Lorenzi” nella miniserie Tv “Papa Luciani” con il grande Neri Marcorè per la regia di Giorgio Capitani. Nel 2008 ho girato un Tv Movie a cui sono molto legato “So che ritornerai” per la regia di Eros Puglielli con un grandissimo Giancarlo Giannini.

 

Ma torniamo ai giorni nostri.

Da qualche anno sono entrato nella serie Tv più longeva d’Italia “Un posto al sole” dove sto tutt’ora interpretando un personaggio di cui vado molto fiero.

Eugenio Nicotera, magistrato integerrimo che incarna molti dei miei ideali e parallelamente sono Alberto Lussi, padre severissimo di Maggie e Bianca in onda tutti i giorni su Rai Gulp, una serie che sta spopolando tra i giovanissimi.

Dal 2013 ho cominciato una collaborazione col Teatro Stabile del Giallo di Roma.  Quella che doveva essere una semplice sostituzione mi ha visto legarmi a questa compagnia di ventennale esperienza. In quattro anni sono stato il protagonista di ben 7 spettacoli.

Vivo a Roma da 18 anni, amo i bei libri, emozionarmi al cinema, il tango argentino, il vino rosso, la corsa (Running San Basilio), il nuoto, il calcio (da anni gioco con l’Italiana Attori), il mare e la montagna … quello che odio invece non ve lo dico, ma se capiterà di incontrarci ne parleremo di persona.

 

 

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